La vita è sempre creazione, imprevedibilità e nello stesso tempo conservazione integrale ed automatica dell’intero passato. – Henri Bergson –

La vita è sempre creazione, imprevedibilità e nello stesso tempo conservazione integrale ed automatica dell’intero passato. – Henri Bergson –

In occasione della nascita della nostra piccola Anna abbiamo ricevuto diversi regali “fatti a mano” ?. Da noi sempre molto apprezzati perché tutto ciò che è fatto con le mani, con l’impiego di tempo e di passione è sempre fatto anche con sentimento…

Tra tutti abbiamo deciso di condividerne con voi uno, uno speciale in particolar modo per tanti motivi: è stato realizzato a Montefortino da una ragazza, Cristina Tisi, che ricama (già ricama!!!) ed è molto brava a farlo! Poi questo regalo arriva da un’amica speciale… E poi… è a tema pecore!!!!! ?

Ecco a voi questa piccola e preziosa opera d’arte!

Da notare anche la confezione in tema!!! ?

Fatto a ✋ = Fatto con il ❤️ 

Petauro e le flatulenze ovine!

Petauro e le flatulenze ovine!

Eccolo! Lui è Petauro, un nome una garanzia ?

Appena arrivato era forse il più “anonimo”, non era vorace come Pitagora ne’ bizzarro come Pernesto… Con il passare dei mesi ha invece tirato fuori tutto il suo carattere, eh sì, perché ogni pecora ha il suo!!!

Petauro è socievole, il più affettuoso di tutti, se ti siedi per terra, sta pur sicuro che lui arriva ad annusarti le orecchie o a mordicchiarti i capelli (quelli di Ale poi… ?). È molto dolce e ama farsi fare i grattini sotto al collo.

C’è anche un suo lato pazzo però, adora rubare le crocchette ai cani (eh sì, sono salate e lo attirano per questo) e adora  stare su due zampe, dritto su tipo canguro… tant’è che da quando ho il pancione, limito al minimo la sua vicinanza. Purtroppo!

Poi c’è il suo lato più crudo, la sua parte produttiva migliore, la produzione di gas!!!?… Eh già! Oltre la lana c’è di più, anche gli ovini emettono flatulenze e Petauro in questo  è un vero campione!!!

Che dire, venite a trovarci, ne vedrete e sentirete delle belle!!! ?

? Non ditelo ad Ale! ?

? Non ditelo ad Ale! ?

Ale non è mai felice di apparire in post o in foto pubbliche… Ma a questa breve riflessione penso da tempo e, lo sapete, quando ho voglia di fare qualcosa, semplicemente, la faccio! ?

Da quando è arrivato Mirtillo rivedo in Ale un legame stretto e forte simile a quello che aveva con Gandalf, il suo primo cane, un Akita, un vero Akita molto ben educato, la sua ombra…

Quando ho conosciuto Ale, o meglio l’ho rincontrato dopo 10 anni, ed abbiamo iniziato a frequentarci, Gandalf era ancora vivo e se n’è andato dopo pochi mesi quasi a dire “beh io adesso vado, so che sei in buone mani!” ? Ale e Gandalf avevano un legame indescrivibile, difficile da spiegare a chi non ha mai avuto un cane…

Beh oggi, a distanza di quasi 10 anni dalla scomparsa di Gandalf, rivedo crescere un legame simile tra Ale e Mirtillo ? e questa cosa mi piace davvero tanto!

Stamattina li sbirciavo da casa ed erano seduti sul prato, vicino alle pecore e a Fragola, ma Ale e Mirtillo erano abbracciati come due innamorati!!! ??

Vi terrò aggiornati su questa nascente love story!

Giulia

Quanto lavoro c’è dietro un cesto intrecciato a mano ✋

Quanto lavoro c’è dietro un cesto intrecciato a mano ✋

Nell’era del consumismo, in cui tutto si compra, il nostro fido collaboratore Aldino preferisce andare a raccogliere i vimini nelle nostre campagne.

È questo il periodo migliore per la raccolta, i vimini hanno adesso la consistenza giusta ma non sono certo pronti all’uso, vanno poi selezionati per grandezza, spellati e messi a bagno.

L’intreccio è solo la parte finale di un lungo e laborioso processo!

Bravo Aldino! Tanta stima!!! ???

Lana Etica! #sibillana

Lana Etica! #sibillana

Il tema “fibre impiegate nell’abbigliamento” mi sta molto a cuore, per questa enorme passione che abbiamo io ed Ale per la lana che ci spinge a documentarci ed a farci sempre tante domande.

Mentre nel settore alimentare sono stati fatti passi da gigante, culturalmente il livello medio è salito tanto, molte famiglie oggi orientano gli acquisti in ambito alimentare verso il km zero, il piccolo allevamento vicino casa piuttosto che l’autoproduzione di ortaggi, nel settore dell’abbigliamento le contraddizioni ed i controsensi la fanno da padrone.

La mia sarà una lotta contro i mulini a vento, forse si, ma nel mio piccolo voglio provarci, il mio semino lo voglio piantare… Magari un piccolo bosco nascerà!

Nel settore tessile oggi vengono valorizzati prodotti come ecosostenibili, bio o veg ma che in realtà non lo sono!

Mi spiego, alcuni produttori della grande distribuzione “spacciano” prodotti in cotone come bio anche se prodotti in Bangladesh. Ora io mi chiedo, prima di tutto quale sarà la normativa sul bio in Bangladesh ed i relativi controlli? Poi, dovendo viaggiare dal Bangladesh fino in Italia (carburante) si può ancora parlare di bio? Inoltre, essendo prodotti tinti/colorati, anche le tinture sono bio? Assolumente no! Quindi trattasi di truffa ai danni dei consumatori che, se fossero un po’ più attenti e consapevoli, non dovrebbero cascarci!

Altro esempio e poi mi fermo, sull’argomento potrei scrivere per ore, quando si parla di “lana”, visto che la produzione si è totalmente spostata verso il mondo industriale, a discapito dei piccoli allevatori che fanno i salti mortali per sopravvivere, quanti produttori di filati in lana oggi possono riempirsi la bocca con le parole “etica” o “rispetto dell’ambiente”?

Non c’è sul mercato un prodotto “lana” realmente etico, sul quale non sia stato costruito un meccanismo mediatico fatto di contraddizioni. Vi sono filati venduti come bio che provengono dalla Nuova Zelanda. Filati prodotti da materia prima sottopagata a chi la produce (allevatori), ma sottopagata a tal punto che un allevatore preferisce smaltirla  che come rifiuto (o farla sparire) piuttosto che venderla. Allora in una filiera in cui non si rispetta l’allevatore si può parlare di etica?

In una filiera in cui la tracciabilità del prodotto “dalla pecora al gomitolo” è pressoché introvabile sul mercato, si può realmente parlare di ecosostenibilità, rispetto ed uguaglianza?

Un filato in lana realmente etico dovrebbe garantire: il benessere degli animali, di coloro che li accudiscono, il loro rispetto, anche economico, il minor impiego possibile di risorse per la trasformazione (meno km=meno carburante) , l’utilizzo di sostanze ecologiche per i lavaggi e per l’alimentazione dei macchinari, nonché la trasparenza nei confronti del consumatore finale, ottenibile sicuramente limitando al minimo i passaggi nella filiera.

Ecco perché sono anni che mi frulla in testa il progetto “sibillana” che oggi ha un nome, è un marchio depositato e sta prendendo forma, la forma giusta!

La forma di cui andare fieri!

Seguiteci! Ne sentirete molto parlare … ?

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